Salone Nautico di Genova 2026, Giampaolo Lo Conte: “Il mercato premia qualità e solidità industriale”

Il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova si è chiuso il 6 ottobre con 138.273 visitatori, in crescita dell’11,3% rispetto al 2025, confermando la capacità della manifestazione di attrarre pubblico, operatori e investitori internazionali. Nei sei giorni di apertura, dal 1° al 6 ottobre, il Waterfront di Levante ha ospitato oltre mille imbarcazioni, 215 novità di prodotto e più di 4.600 prove in mare. Gli espositori sono arrivati da 45 Paesi, mentre gli incontri B2B con buyer internazionali hanno raggiunto quota 580, coinvolgendo operatori provenienti da 35 mercati.

Il bilancio presentato da Confindustria Nautica restituisce un quadro positivo per l’industria italiana, soprattutto nei segmenti a maggiore valore aggiunto. Il presidente Piero Formenti ha sottolineato la qualità delle opportunità commerciali generate durante la manifestazione, segnalando contratti conclusi e trattative sviluppate nelle settimane precedenti, tra Cannes e Monaco. Una dinamica favorita anche dalla scelta di posticipare il Salone a ottobre, collocandolo dopo i due principali appuntamenti della Costa Azzurra.

Per Giampaolo Lo Conte, imprenditore e broker attivo da anni nel mercato internazionale dei superyacht, il risultato di Genova conferma la competitività della cantieristica italiana e la crescente specializzazione della domanda.

“Genova ha dimostrato che il mercato continua a riconoscere il valore della nostra industria nautica”, osserva Lo Conte. “I cantieri italiani hanno costruito una posizione internazionale fondata sulla qualità del prodotto, sulla capacità di personalizzazione e su competenze tecniche difficili da replicare. Nei segmenti più alti, gli armatori cercano interlocutori affidabili, continuità progettuale e standard costruttivi elevati. Sono caratteristiche che continuano a rappresentare un vantaggio competitivo importante per il nostro Paese.”

L’esperienza di Lo Conte si inserisce direttamente in questo contesto. Attraverso la collaborazione con Bluewater e i rapporti consolidati con Palumbo Superyachts, ha partecipato a operazioni riguardanti la costruzione e la commercializzazione di grandi yacht. Tra queste figura la vendita del nuovo ISA Gran Turismo 68 metri a un armatore americano, con consegna prevista nel 2028, per la quale ha introdotto il cliente al cantiere. In precedenza aveva seguito, come rappresentante dell’armatore, lo sviluppo di K2, il Columbus Yachts di circa 50 metri costruito ad Ancona, successivamente entrato nel mercato charter internazionale attraverso Fraser.

Sono esperienze che permettono di leggere le dinamiche commerciali del Salone da una prospettiva concreta. La domanda internazionale di yacht di alta gamma continua a valorizzare la personalizzazione, la qualità degli ambienti, l’autonomia e le prestazioni, con un’attenzione crescente ai servizi che accompagnano l’imbarcazione durante la sua vita operativa.

A Genova questa evoluzione è emersa soprattutto nell’offerta di yacht medio-grandi, imbarcazioni a motore e multiscafi. Il segmento tra i 10 e i 20 metri mantiene un ruolo commerciale importante, con prezzi che possono variare indicativamente da 200.000 euro a oltre due milioni, secondo dimensioni, motorizzazioni e configurazioni. Una fascia nella quale i cantieri stanno investendo su comfort, versatilità e soluzioni progettuali derivate dalle unità superiori.

Giampaolo Lo Conte: “Il benessere a bordo è diventato uno dei criteri che orientano maggiormente le scelte degli armatori. La distribuzione degli spazi, la silenziosità, il rapporto con il mare e la qualità delle finiture incidono direttamente sull’esperienza di utilizzo. Questo vale per un’imbarcazione di quindici metri come per un superyacht di sessanta. Il cliente valuta sempre più attentamente anche gestione, manutenzione e possibilità di utilizzo nel tempo. Il lusso nautico richiede un equilibrio preciso tra qualità progettuale e funzionalità.”

Il Salone ha dato spazio anche alla componentistica, alle tecnologie di propulsione, ai materiali innovativi e alle soluzioni per migliorare l’efficienza energetica. Un comparto particolarmente rilevante per l’industria italiana, la cui competitività dipende anche dalla presenza di una filiera specializzata capace di fornire sistemi, arredi, accessori e servizi ai principali cantieri internazionali.

Il successo dell’edizione 2026 va tuttavia letto considerando le differenze tra i segmenti. Se la fascia alta continua a mostrare una buona capacità di attrazione commerciale, la nautica medio-piccola e parte del mercato della vela devono confrontarsi con costi di acquisto, manutenzione e ormeggio crescenti. L’aumento dei visitatori non coincide necessariamente con una crescita omogenea delle vendite, ma i riscontri degli espositori indicano opportunità concrete per le imprese meglio posizionate.

“Il dato che considero più interessante è la capacità dei cantieri di trasformare l’interesse in operazioni commerciali”, conclude Lo Conte. “Una presenza importante di visitatori è positiva, ma per l’industria contano la qualità dei contatti, i contratti e la continuità degli ordini. Genova ha beneficiato di un calendario più favorevole e della possibilità di sviluppare trattative avviate a Cannes e Monaco. Per chi opera nel brokerage internazionale, questa continuità tra i grandi saloni è fondamentale.”

Il prossimo appuntamento è fissato dal 30 settembre al 5 ottobre 2027. Intanto, il completamento del Waterfront di Levante e il rafforzamento delle relazioni tra nautica, design e industria della componentistica costituiscono le principali direttrici di sviluppo della manifestazione. 

L’edizione appena conclusa consegna a Genova un risultato positivo sul piano dell’affluenza e delle relazioni commerciali, in un settore nel quale la cantieristica italiana mantiene un ruolo di primo piano sui mercati internazionali.